Ha eliminato Galovic al primo turno e Kolar agli ottavi: lui è Stefano Travaglia, classe 1991, che domani affronterà Salvatore Caruso in un match valido per i quarti di finale del Challenger di Vicenza 2018. Un match sicuramente interessante che abbiamo cercato di inquadrare attraverso le stesse parole di Stefano, parso tranquillo e carico in vista del derby tutto italiano che lo attende qui sui campi del Tennis Palladio 98.

Partiamo dai due match di questo torneo, hai giocato bene, che sensazioni hai avuto tu personalmente?

Vengo da due tornei sulla terra che a differenza del veloce possono sempre nascondere delle importanti diversità. Pioggia e vento ti condizionano parecchio sulla terra soprattutto la pioggia, mentre sul veloce bene o male si trovano quasi sempre situazioni simili. Venivo da Parigi dove non aveva mai piovuto mentre qui i campi erano molto pesanti; già dalla mia prima alla mia seconda partita le condizioni sono completamente cambiate, al primo turno il campo era pesantissimo e non sono riuscito ad esprimermi al massimo, nella seconda invece sono entrato subito concentrato. Ho espresso un buon tennis, non il mio migliore ma comunque di buon livello. Mentalmente e fisicamente sto abbastanza bene, vediamo come andrà domani

Te la vedrai con Salvatore Caruso, anche lui ha fatto un’ottima impressione fin qui…

Salvo ha giocato il primo match contro Gunneswaran, il tennista indiano che aveva incontrato la settimana prima a Parigi, rigiocare contro un avversario ad appena una settimana di distanza non è mai semplice ma Salvo è stato molto bravo. Domani sarà un match durissimo, devo fare davvero il massimo per vincere

Hai avuto un ottimo inizio di stagione culminato con la vittoria di Marbella, poi c’è stato un piccolo calo con 4-5 primi turni, che idea ti sei fatto?

All’inizio ho spinto molto, ho giocato tanti grandi tornei preferendo gli ATP ai Challenger, in Australia ho perso contro Munar che sta facendo molto bene e anche le altre gare che ho perso mi hanno dato tanto, sono state tutte tirate e combattute. Dopo Marbella invece ho avuto un calo fisico dovuto ai tanti viaggi che ho fatto e ad un virus che mi ha davvero messo KO. Ho sbagliato a giocare a Barletta, non avrei dovuto ma ormai è andata. Poi ho giocato due qualificazioni a due Master 1000, a Madrid e Montecarlo, dove ho perso contro due atleti forti entrambi top 100 (rispettivamente Donskoy e Herbert, ndr.). Adesso sono qui a Vicenza grazie al direttore Bettini che mi ha concesso una WC, vediamo speriamo di fare più strada possibile

Adesso su cosa stai lavorando?

Per il momento mi sto concentrando sul mio colpo diciamo più debole che è il rovescio, vorrei renderlo più solido per poterlo tirare fuori anche nei momenti più delicati, devo migliorare anche a servizio e nelle discese a rete. Per quanto riguarda il servizio servo con una buona percentuale di punti (ho il 55-60% di ace) ma posso ancora migliorare

In quali tornei ti vedremo dopo Vicenza?

Farò sicuramente Poznan e Caltanissetta sulla terra e il Challenger di Ilkley sull’erba per preparare le Quali di Wimbledon, dopo tenterò le Quali ai tornei ATP, spero di fare qualche 250, dipende tutto dalla classifica mondiale che avrò da qui a un mese.