Vittoria in due set (6-1 6-4) e accesso al secondo turno di Main Draw centrato. Salvatore Caruso ha piegato Prajnesh Gunneswaran al termine di un match non particolarmente combattuto ma molto particolare perché arrivava ad appena una settimana dall’ultimo scontro diretto nel quale a spuntarla era stato l’indiano.

Salvatore sei riuscito a ‘vendicare’ la sconfitta subita al Roland Garros, che sensazioni hai dopo il match di oggi?

Le condizioni di oggi erano molto diverse rispetto all’incontro di Parigi, la palla saltava un po meno e riuscivo a rendere meglio, ho fatto una partita migliore rispetto a Parigi. Li ad ogni mio errore lui mi ha castigato davvero sempre dandomi però un importante lezione su come comportarmi se lo avessi mai ri-incontrato. Ho avuto la fortuna di riaffrontarlo ma stavolta sapevo cosa fare. Bene nel primo set, nel secondo sono un attimo calato al servizio, lui alla seconda spingeva molto ed ero costretto a correre tanto ma sono stato bravo a costruirmi un piccolo vantaggio e diciamo che mi sono potuto permettere un piccolo calo. Alla fine è andata bene, sono contento.

Per te è stato un ottimo inizio di anno con le Qualificazioni all’Australian Open, poi ha subito un piccolo calo…

Devo fare delle valutazioni con tranquillità. Ho fatto bene sul veloce come non mai a inizio anno, questo mi ha rallentato un po nel riabituarmi sulla terra, c’è comunque da dire che ho perso tutte partite di livello mai con gente nettamente inferiore a me per intenderci. Uno su tutti ricordo l’incontro perso a Estoril contro Moutet, sono state tutte gare lottate quelle che ho perso e questo non posso non considerarlo.

La scelta di andare in Cina si spiega con l’intenzione di giocare sul veloce?

Il programma era di fare i Master 1000 in America quindi sempre sul veloce, volevo andare a Indian Wells, Irving e Miami, ma poi non essendo sicuro di entrare a Indian Wells ho virato sulla Cina. Li ho trovato delle strutture fantastiche ma davvero tante difficoltà di ambientamento, era dura col cibo, col farsi capire, non è stato un mese semplice.

Cosa farai dopo Vicenza?

Sicuramente spero di fare più strada possibile qui al Challenger, tra due settimane sarò poi a Caltanissetta che è il mio torneo di casa e dopo farò un torneo sull’erba prima di provare le Quali a Wimbledon, poi tornerò sulla terra.

Qui a Vicenza in questi giorni ha piovuto tanto ma i campi hanno retto…

Si hanno tenuto bene, si sta bene qui, l’organizzazione è di ottimo livello, ma devo dire che un po tutti i Challenger italiani garantiscono una certa affidabilità da questo punto di vista.